Salisano in Sabina

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Torrente Farfa

Fiume Farfa (Dal Latino Farfarus)

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Il fiume Farfa, è citato da Ovidio nelle Metamorfosi col nome di Farfarus.

Ille suos dryadas Latiis in montibus ortas verterat in vultus, illum fontana petebant numina, naiades, quas Albula, quasque Numici, quas Anienis aquae cursuque brevissimus Almo Narve tulit praeceps et opacae Farfarus umbrae, quaeque colunt Scythicae stagnum nemorale Dianae finitimosque lacus; spretis tamen omnibus unam ille colit nymphen, quam quondam in colle Palati dicitur ancipiti peperisse Venilia Iano.


Col suo volto aveva affascinato le Driadi nate sui monti del Lazio, per lui sospiravano le divinità delle fonti e le Naiadi tutte, quelle dell'Albula, del Numicio, dell'Aniene, dell'Almone dal brevissimo corso o dell'impetuoso Nera, del Fàrfaro dall'onda scura, quelle che vivono nel regno boscoso di Diana Scìtica o nel lago vicino. Ma lui tutte le disprezza; una ninfa sola corteggia, una ninfa che si diceva partorita da Venilia sul Palatino a Giano, il dio bifronte.
(Metamorfosi, lib. XIV)

 Nasce presso le sorgenti dette "Le Capore" nel territorio comunale di Frasso Sabino e si presenta come uno dei più importanti affluenti reatini del fiume Tevere, a regime quasi torrentizio con alveo la cui componente sassi-ciottoli è preponderante.
Il Farfa bagna i comuni di Monteleone Sabino, Frasso Sabino, Casaprota, Poggio Nativo, Mompeo, Salisano in Sabina, Castelnuovo di Farfa, Fara in Sabina e Montopoli di Sabina dove segna il confine tra i due comuni e dove, nel territorio di Montopoli scavò nei secoli un ponte naturale nel tufo, ora distrutto (vedi Ponte Sfondato). Il Farfa continua poi per un breve tratto in quel piccolo ritaglio che la provincia di Roma possiede oltre il Tevere nel territorio della Sabina grazie ai comuni di Torrita Tiberina e Nazzano, dove, alla confluenza del Farfa col Tevere, nel 1979 è stata istituita la Riserva naturale di Nazzano, Tevere-Farfa.
Nell'insieme le acque del Farfa sono particolarmente pulite soprattutto nel tratto iniziale con presenze faunistiche e floristiche di un certo pregio. Ma più a valle, mano a mano che ci si avvicina alle foci, la qualità decade e le specie faunistiche si impoveriscono anche per la forte pressione dovuta all'esercizio venatorio. Le acque del Farfa sono particolarmente fredde. Per via del suo letto costituito essenzialmente da ciottoli, e per via della sua notevole impetuosità, le acque del torrente possono assumere in particolari circostanze una colorazione quasi bianca grazie all'effervescente spumosità che vi si crea, tale da sembrare un vero e proprio fiume di latte. Inoltre, data la sua frescura e le ampie sponde a ciottoli, in estate il torrente diviene anche un luogo di balneazione noto in tutta la Sabina. La sua portata, con la costruzione di una diga a Salisano in Sabina che ne preleva l'acqua quasi alla fonte, è notevolmente inferiore a quella originale. La sua acqua infatti viene convogliata nell'Acquedotto del Peschiera-Capore, (dal nome della sorgente del Farfa), e rifornisce la Capitale.

Ultimo aggiornamento Giovedì 21 Luglio 2011 07:49
 

Flora e fauna della zona del fiume Farfa

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 Per quanto riguarda le formazioni vegetazionali nella zona del fiume Farfa si possono trovare: vegetazioni ad alofite delle acque correnti, boschi ripariali e idrofili, boschi di caducifoglie termofile, praterie post-colturali, boschi di origine antropica, tra cui le piante più comuni e caratterizzanti sono: pioppo bianco (Populus alba), pioppo nero (Populus niger), ginestra odorosa (Spartium junceum), pungitopo (Ruscus aculeatus), salice (Salix alba), Roverella (Quercus pubescens), Ortica (Urtica dioica), Equiseto palustre ( Equisetum palustre L.), Tifa (Typha latifolia).
Riguardo l’erpetofauna, invece, sono stati osservati: Salamandrina dagli occhiali (Salamandrina terdigitata), Tritone crestato (Triturus carnifex), Rospo smeraldino (Bufo viridis), E per i rettili: Testuggine comune ( Testudo hermanni ) e Biscia dal collare (Natrix natrix ).
Per quanto concerne l’avifauna è stata ipotizzata e talora confermata la presenza di: Quaglia (Coturnix coturnix), Cormorano (Phalacocrax carbo), Airone cinerino (Ardea cinerea), Airone bianco (Egretta alba), Falco di palude (Circus Aeruginosus), Gallinella d’acqua (Gallinula chloropus), Tortora selvatica (Streptopelia turtur), Barbagianni (Tyto alba), Nibbio bruono (Milvus migrans), Rondone (Apus apus), Martin pescatore (Alcedo atthis), Merlo (Turdus merula), Pettirosso (Erithacus rubecula), Usignolo (Luscinia megarhynchos), Ghiandaia (Garrulus glandarius).
Come mammiferi, si possono invece trovare: Riccio europeo occidentale (Erinacues europeanus), Talpa romana (Talpa romana), Scoiattolo (Sciurus vulgaris), Ghiro (Glis glis), Istrice (Hystrix cristata), Volpe (Vulpes vulpes).

Ultimo aggiornamento Giovedì 17 Febbraio 2011 18:43
 


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