Salisano in Sabina

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Home Salisano, e la storia La Centrale idroelettrica dell'A.C.E.A.

La Centrale idroelettrica dell'A.C.E.A.

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L'ideazione del progetto del sistema idrico Peschiera-Capore risale ai primi anni del 1900 con studi effettuati dall'ingegnere Gaetano Rosselli Lorenzini nel 1908.
Nel 1913 venne effettuata dal Comune di Roma domanda di concessione al Ministero di competenza per l'utilizzo di una portata di 8 m3/s, ma per vari motivi nel 1926 fu concessa al Comune di Roma una portata di soli 4 m3/s. Nel tempo Roma chiese ed ottenne l'estensione della concessione prima a 5 m3/s e poi a 10 m3/s.
Il primo progetto, del 1932, prevedeva una portata di 4 m3/s dalle sorgenti del fiume Peschiera con un grande tunnel tra le sorgenti ed il Comune di Salisano (ramo superiore) ed una sezione successiva tra Salisano e Roma (ramo inferiore) passante sulla riva destra del Tevere. Fu subito chiaro, però, che Roma a breve avrebbe avuto bisogno di una maggiore quantità di acqua e così si ideò un altro ramo della sezione inferiore, che passasse sulla riva sinistra del Tevere.
Nel 1935 il Governatorato di Roma decise di avviare i lavori del nuovo acquedotto, affidando il progetto e l'esecuzione alla sua Azienda Elettrica Municipale, che nel 1937 sarebbe divenuta Azienda Governatoriale Elettricità ed Acque - A.G.E.A. e nel 1945 Azienda Comunale Elettricità ed Acque - A.C.E.A.
I lavori effettivi iniziarono nel 1937 con la captazione delle sorgenti del Peschiera (tronco superiore) e la centrale idroelettrica di Salisano, che nella seconda metà del 1940 erano praticamente ultimate e la centrale elettrica funzionante, ed infatti nello stesso 1940 fu inaugurata da Benito Mussolini.
A seguito però della guerra del 1943 i lavori vennero interrotti. In questa prima fase il ramo superiore era stato realizzato per convogliare alla centrale di Salisano una portata di 10 m3/s.
Dopo la fine della guerra i lavori ripresero e si fermarono nel 1949 e ad ottobre dello stesso anno fu possibile mettere in funzione il tronco inferiore con una portata di 1,2 m3/s. Ma sempre nel 1949 i lavori vennero nuovamente interrotti per problemi geologici e mancanza di finanziamenti e ripresero solo nel 1954, terminando nel 1957 con l'ultimazione del progetto iniziale del 1932.
Tra il 1966 ed 1971 la centrale fu ulteriormente incrementata. A giugno del 1971 i due rami adducevano a Roma complessivamente 9,5 m3/s.
Tra il 1975 ed il 1980 si realizzò la captazione dell'acqua di un'altra sorgente: Le Capore. L'incremento portò ad un'adduzione totale di 14 m3/s.
La centrale di Salisano è di tipo ad acqua fluentee sfrutta la stessa acqua potabile dell'acquedotto ed è gestita dall'A.C.E.A.
L'impianto di Salisano è oggi, grazie all'imponenza della struttura, un vero e proprio gioiello di alta tecnologia tra le centrali di produzione di energia idroelettrica, con una portata massima di 15 m3/s. 
Ultimo aggiornamento Lunedì 19 Novembre 2012 13:59  

Commenti   

 
+1 #1 http://www. 2015-08-13 14:59
Argomento molto interessante. Tornerò!
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